sabato 2 giugno 2007

La sfida

La sfida è il titolo di un celebre film che parla della camorra e dei rapporti di forza nel mondo del malaffare. Lo stesso che da mesi ha messo in ginocchio Napoli come un toro senza più forze.

Se adesso parlo di Toro ( adesso, mentre con i miei amici poeti, artisti,filosofi guardo dal fiume di pietra del Vesuvio il sole occidentare sui Campi Flegrei) penso al toro del dio Mitra, culto solare fondante Napoli che, in fin dei conti, dopo Atene è stata la città-pilota più antica d'Europa. Quel sole e quel toro sembravano un addio.

Ci hanno chiamati per dirci che al TG2 delle 20.30, stasera, 2 giugno 2007, stavano trasmettendo un servizio che parlava della spazzatura di Napoli e, nel contempo, della voglia di riemergere dal pattume da parte dei Nuovi Viaggiatori riunitisi sul Vesuvio da Paola Acampa. E' così, e non ricordo di aver vissuto una contraddizione così forte, peraltro tipica di questa stramaledettissma e amatisima città: da un lato, dopo che il governatore del "rinascimento" napoletano ha buttato la spugna e il sindaco di Napoli sembra una chioccia senza più pulcini, il pattume per strada; dal'alro lato, ma più su, verso le vette, poeti e artisti che si incontrano per parlare del futuro della città, scavarlo, anche se si tratta di scavare nel pattume. Del resto, lo stesso simbolo di Napoli, la sirena, è un mostro: metà e metà.

Il Presidente Napolitano ha esortato i pubblici poteri e i media a lavorare per ricreare l'immagine di Napoli. Noi, sul Vesuvio, abbinati alla monnezza e sfidandola (soprattutto quella dei publici poteri), con lo spirito greco della discussione raccogliamo la sfida del Presidente perchè "Napoli" nn dia un addio a Napoli e al suo popolo.

I poeti e gli artisti della seconda edizione dei Nuovi Grandi Viaggiatori, essendosi rotte le balle, comunicano ai propri amici e a tutti gli interessati che si recheranno a breve alle discariche della Campania per firmare le ecoballe. E' un gesto di sfida.
Ci saranno firme prestigiose.

Le ecoballe saranno così un business artistico, a futura memoria e da esporre nei musei del mondo. In ogni caso ci preme informare il Governatore di questa nostra performance considerato che è anche collezionista di opere d'arte.

Mimmo Grasso, Isabella Ciaffi, Paola Acampa, Annabella Lullo, Guido Oldani, Vittorio Cozzoli, Paola Santucci, Marcello Conti, Lamberto Correggiari, Laura Finestres Vals, Ana Maluquer,Vittorio Avella, Antonio Sgambati, Francesco Stefanile, Vito Cuppone, Daynier Urdiroz Romero.

Poeti,artisti,filosofi, monnezzari di tutto il mondo, unitevi per firmare le ecoballe.

Fiume di Pieta o Spoon River?

E blogga che ti bloggo e blogga che ti bloggo, giunsi su un sentiero al cui termine si vedeva una lucina piccina picciò. Bussai. Era la casa della strega del fiume di pietra. La montagna sulla quale camminavo era – come mi disse il custode- il Vesuvio. Ricordavo che “Vesuvio” deriva dal latino arcaico “vedeva” e che significa scintilla. Infatti il custode era aureolato di lucciole infernali. Si presentò alla mia vista nel buio come uno che si stesse svegliano da un grane sonno. Infatti indossava un pigiama a righe –evidentemente comprato su una bancarella a Pugliano – che, strano a dirsi, aveva sui risvolti della giacca due stelle, i gradi da tenente. Pensai che, evidentemente, la moglie non aveva ancora deciso, stante l’età abbastanza avanzata, di dargli i gradi almeno di capitano. Sulla spalla sinistra il terzo occhio, che in ciascuno di noi si trova in fronte, funzionava per lui come uno specchietto retrovisore. Sull’altra spalla un merlo aveva messo radici. Ebbi l’impressione che le ali che portava sule scapole fossero di gesso. Insomma, mi apparve come un evaso da un incubo, un convidado che aspettava il suo Don Juan. Certo la strega non poteva scegliere custode migliore per il fiume di pietra. Se Baltrusaitis lo avesse visto, ci avrebbe scritto un trattato. Infatti aveva in sé gli elementi che già affascinarono Plinio il Vecchio, là dove pala,nella Naturalis Historia, dei grilli, cioè delle pietre scolpite con animali fantastici, metà qualcosa e metà qualcos’altro. Il tema è ricorrente. Pensai infatti a Bosch e ad alcuni personaggi che si annidano nei suoi dipinti, come questi:










Ma,soprattutto al dipinto sulla cura ella pazzia, questo qui:


Pensiai anche ai matti usciti dal manicomio. Quel pigiama adesso mi sembrava una camicia di forza. Prima di farmi entrare nella casa della strega Manc’ ‘e cane (era questo il suo nome)
affinché potessi aspettare l’indomani e attardarmi con i Nuovi Grandi Viaggiatori che sarebbero giunti il giorno dopo, mi disse che se avessi voluto attraversare il cancello avrei dovuto –come si conviene in tutti gli incubi- risolvere un enigma.Sudai freddo. Mi erano giunte voci di viaggiatori giunti a quella casa e scomparsi nel nulla.
Il custode, frullando le ali e con un fischio balbuziente, disse:”Vesuvio. Cosa manca?”.
“Il fuoco” –risposi- “infatti è un vulcano spento”.
“Sbagliato – rispose, mentre lo sciame di lucciole spente danzava intorno al suo naso-. Ti do un’altra possiblità”.
Gli chiesi se potessi chiedere aiuto, perché in fondo ero nuovo del posto, magari a Guido Oldani, che tanto quello sa tutto, o a Vittorio Cozzoli, che è un dantista e di enigma ne capisce.
Forse avrebbe potuto aiutarmi anche Carlo Conti o Paola Santucci, tutti chiarissimi prof,,
e perché no Lamberto Correggiari. Tanto, se anche loro avessero fallito la prova, dopo avrei potuto evitare il suicidio.
Il giorno dopo, tutti rimasero in silenzio. Anzi, tutti diedero la mia stessa domanda.
Per prendere tempo dissi al custode che cosa avremmo avuto in cambio se avessimo indovinato. Ci confidò che se qualcuno avesse indovinato, lui si sarebbe pietrificato e tutti
al allora in poi sarebbero potuti liberamente venire al fiume di pietra perché sul posto gravava, grigia come la lava, un antico sortilegio.
Un camper si fermò vicino a noi. Scese un signore sui quarant’anni e tirò fuori dal bagagliaio una congerie di giochi: trottole, domino, lippa, girandole…Forse era l’avangardia di qualche circo. Disperato, chiedemo a lui se sapesse dirci cosa mancasse a “Vesuvio”.
Sorridendo, rispose:”Ma è evidente..”
“Come sarebbe a dire che è evidente?”.
“Ciò che è evidente per la mnte di un bambino è nascosto per voi. Non sapete, ad esempio, che custode deriva da akyo, che significa ascolto? E voi sareste poeti e pittori e non sapete giocare con le paole? Il custode di gesso del fiume di pietra sapeva che costui (indicando me) dice di essere un poeta. E’ allora eviente che l’indovinella ha a che fare con la parola Vesuvio. Cosa mnca,secondo voi, alla parola Vesuvio?”.
Ci guardammo inebetiti. Cosa mancava?
“Ma la lettera a, è chiaro”.
Nel dire questo si aprirono le cateratte di lava del sottosuolo e il custode fu inghiottito.
Di lui ci rimane una padellina e una steletta del pigiama a righe americane. Dal fiume di pietra vesuviano è finito allo Spoon River. Amen.


venerdì 1 giugno 2007

Il merlo dal Pigiama Bello


giovedì 31 maggio 2007

I Nuovi Viaggiatori

Alla “dimora delle culture” (Ercolano, via Osservatorio 22), tel. 081.7397046 dal suggestivo nome Fiume di pietra, l’ultima colata lavica vesuviana, continua dal 2 al 4 giugno l’andirivieni di Nuovi Grandi Viaggiatori”, cioè operatori della letteratura, musica , arti visive.

Lo scopo delle due organizzatrici( Paola Acampa e Annabella Lullo) è quello di promuovere il territorio attraverso azioni di alta cultura. L’anno scorso l’incontro coi protagonisti di questo Gran Tour del Terzo Millennio ha prodotto una splendida cartella d’artista, curata e stampata da Vittorio Avella e Antonio Sgambati, i maestri del “Laboratorio di Nola”, con incisioni e testi di poesia.

Anche quest’anno i viaggiatori si incontreranno sul “fiume di pietra”, dialogheranno tra loro, visiteranno il territorio, vivranno in comunità in modo da scambiarsi le esperienze del viaggio all’interno dell’icona storica e simbolica che è il Vesuvio. I risultati saranno raccolti in una cartella con annotazioni e disegni, procedimento tipico dei viaggiatori che dal ‘700 in poi venivano nelle nostre zone per completare la propria educazione.